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Mentre in Italia si continua a discutere di un’invenzione tutta clericale come la “teoria gender”, in Francia la ministra dell’istruzione Najat Vallaud-Belkacem dichiara guerra aperta alle favole sessiste.  Addio Cenerentola, Hansel & Gretel e Cappuccetto Rosso dai libri di scuola. Secondo la ministra, i nuovi programmi dei libri delle scuole d’oltralpe

sono un’occasione importante per migliorare i libri di scuola e prevenire stereotipi e discriminazioni che alimentano l’ineguaglianza tra gli alunni.

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Najat Vallaud-Belkacem ( classe 1977 e di origine marocchine) ha un curriculum di tutto punto: portavoce della campagna elettorale di Segolene Royal prima e Hollande poi, è stata ministra dei diritti delle donne e portavoce del governo.

Una occasione secondo la pupilla di Hollande di prevenire discriminazioni tra sessi e stereotipi di genere. E così quella che doveva essere una semplice intervista a Le Figaro, si è rivelata (almeno per gli stantii media italiani) una provocazione di chissà quale portata.

Suonerà strano per chi, come tutti noi, cresciuti con fiabe come Cenerentola e Cappuccetto Rosso, si trova ora a rimettere in discussione i principi che le favole stesse si trovano poi di fatto a veicolare ai più piccoli. Se è vero che qui non si discute dell’immenso valore storico e culturale che le fiabe dei fratelli Grimm portano con se, c’è da discutere su quanto però queste fiabe, allo stato attuale dei fatti e della società, sembrino adesso quasi fuori luogo per le nuove generazioni.

Cenerentola, da cui il nome prende palese ispirazione, non fa altro che prodigarsi in quello che la società fino ad oggi ha previsto per la donna: pulire, accudire la casa, essere servizievole, per poi trovare riscatto sociale solo da un uomo che giunge a salvarla. Uno stereotipo talmente tanto evidente che sarà risultato indigeribile per una come la ministra Najat Vallaud-Belkacem.

Secondo la ricerca da lei indetta e condotta su 22 libri scolastici della prima elementare, viene fuori un quadro abbastanza desolante sulla figura femminile: solo il 39% dei personaggi sono femmine e in genere rappresentate in spazi chiusi, in ambienti casalinghi e impegnate a compiere faccende domestiche. Quando si tratta di raffigurare mestieri scientifici a farlo sono nel 97% dei casi figure maschili.

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Hansel e Gretel, illustrazione di Heinrich Leutemann o Carl Offterdinger, fine XIX secolo

Inoltre la rappresentazione delle famiglie è esclusivamente, secondo gli studiosi, di “coppie etero con due bimbi di sesso diverso” e quindi, di conseguenza si è evidenziata la proposta di inserire modelli di famiglie monoparentali (un solo genitore) o omoparentali ( la Francia è abbastanza avanti sui diritti e sulla legislazione sulle coppie gay).

Una questione come questa è, purtroppo, impensabile per l’attuale sistema politico e scolastico italiano, soprattutto alla luce del polverone mediatico creato dalla fantomatica “Teoria Gender”.

Ovviamente pensare di dimenticare favole e personaggi così popolari nella cultura occidentale come Biancaneve e Cenerentola è mera utopia, e ci sarebbe anche da chiedere fin quanto questo sarebbe giusto e legittimo, ma l’idea di rendere più moderni ( se è vero che moderno fa rima con progressista) i metodi d’insegnamento e i veicoli con i quali certi valori vengono trasmessi alle nuove generazioni è una pratica decisamente apprezzabile.

Se proprio non si riesce a fare diversamente, Cenerentola continui pure a pasare le fughe, nel frattempo i bambini francesi avranno una grande lezione di vita.

 

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