sailor moon la vittoria delle guerriere sailor quote

Il 16 Aprile apre a Tokyo, precisamente nel quartiere di Roppongi, un fast-food interamente dedicato a Sailor Moon, la combattente che veste alla marinara. Il ristorante sarà ispirato nel look alla famosa guerriera e le sue amiche e vedrà un menù completamente pink con crocchette e salse con i simboli della luna.

Un successo planetario quello di Sailor Moon che ha spinto qualche imprenditore nell’investire sulla notorietà del personaggio, nonostante la nuova serie di Nico Nico, Sailor Moon Crystal, non stia riscuotendo il successo che ci si aspettava.

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Sailor Moon è forse uno dei più grandi successi della storia dell’animazione giapponese, diventato un vero e proprio cult tra il pubblico LGBT, tanto che al suo debutto in Italia la pseudo-psichiatra Vera Slepoj ne auspicò la cancellazione asserendo “che faceva diventare gay”. La storia è nota: Bunny (Usagi Tsukino) diventa la guerriera che veste alla marinara, accorsa in aiuto del bene (con le altre guerriere che si uniranno in seguito) per sconfiggere la regina Periglia. Al suo debutto in sordina segue un successo stratosferico in quasi tutto il mondo, creando un merchandising di proporzioni allucinanti. Nel giro di qualche anno però il fenomeno si sgonfia e a noi non restano che qualche sbiadito ricordo. Oltre che una serie di personaggi LGBT completamente censurati in Italia: dal nemico gay ed efebico della prima serie che in Italia diventa donna, alla relazione lesbica tra due protagoniste assolute come Sailor Uranus e Sailor Neptune, allo sdoppiamento in coppia plurigemellare di quelli che erano semplicemente ragazzi che si trasformavano in ragazze per combattere, le Sailor Starlight. E resta tutto quello che questo straordinario anime ci ha trasmessi: il significato dell’amore e dell’amicizia, dono prezioso per tutti noi

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