La televisione americana ha sdoganato l’omosessualità ormai da qualche anno, ma non sempre le cose sono state così semplici. Se agli inizi della storia della televisione la situazione era davvero drammatica, negli ultimi 10 anni la visibilità di personaggi GLBT ( gay, lesbiche, bisessuali e transessuali) ha avuto un notevole balzo in avanti. Non sempre, però, l’omosessualità viene mostrata nel modo giusto. Negli anni 50 e sessanta la televisione americana ad esempio parlava solo di “pericolo omosessualità”, e tendeva ad associare l’omosessualità alla pedofilia e alla malattia mentale (dopotutto era considerata tale anche dalla psichiatria). Dopo la rivolta di Stonewall e l’avvento dell’AIDS, le cose sono cambiate. Fino al (quasi) definitivo sdoganamento degli ultimi 10 anni. Questo però non deve trarci in inganno. Secondo il GLAAD la maggior parte delle volte che la comunità e i personaggi GLBT vengono inseriti in tv devo passare prima da stereotipi abbastanza negativi nella maggior parte dei casi.

LEGGI ANCHE  Storia dell’omosessualità nella TV americana, dal 1950 fino alla rivolta di Stonewall

 

UN PO DI STORIA

Nel 1971 la serie Arcibaldo mostrò il primo episodio che parlava di omosessualità della storia della televisione. Un anno dopo, Il virginiano ebbe il primo personaggio omosessuale ricorrente della fiction televisiva. Nel 1991 “Avvocati a Los Angeles” mostrò il primo bacio gay tra due uomini della tv nordamericana, tanto che gli sponsor minacciarono di ritirare i propri spot. Cosa che anni dopo provarono a fare anche “La Famiglia brock” e “Pappa e Ciccia“. Nel 1990 l’organizzazione mondiale della sanità OMS ha eliminato l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.

Ma ci sono serie che, soprattutto negli ultimi 15 anni, più di altri hanno saputo affrontare con delicatezza, tatto e soprattutto evitando luoghi comuni, l’omosessualità. Eccole:

 

melrose place gay

‘Melrose Place’ (1992 – 1999)

Quando Merlose Place decise di inserire negli anni 90 quello che sarebbe stato uno dei primi protagonisti di un telefilm dichiaratamente gay della storia della tv americana, lo trasportò in un turbinio di situazioni in cui la propria sessualità era il perno rotante (quindi veniva discriminato sul lavoro, un compagno violento, questioni di coming out, hiv) e non riusciva mai ad avere una storyline da cui il personaggio riuscisse ad uscire dai soliti stereotipi. Aveva però il pregio di aver affrontato per primo questa tematica, soprattutto perchè avveniva in uno spin-off di una serie tanto popolare negli anni 90, come Beverly Hills 90210. La firma era di Aaron Spelling.

ellen sitcom lesbica

‘Ellen’ (ABC, 1994-1998)

La produzione che ha portato al successo Ellen De Generes non nacque certo con la vocazione di renderla una serie rivoluzionaria. Durante il primo anno di vita, la sitcom aveva un nome differente (These Friends of Mine) e si caratterizzava per il suo assetto e la sua trama tradizionale. Fu la transizione alla seconda stagione che invogliò i produttori a eliminare vari personaggi, cambiare il nome della serie in un conciso “Ellen” e inserirono la De Generes nel centro della trama con la speranza di trovare nuovi telespettatori. Funzionò. Ma quello che rese Ellen un’icona della fine degli anni 90, fu il lesbismo della protagonista e dell’interprete.

In un episodio della quarta stagione intitolato “The Puppy episode”, Ellen riconosce di essere gay e grida, ai microfoni dell’aereoporto, “Sono Gay”. La sentono tutti, compreso sua madre.

L’episodio, che incluse un cartello che avvisava i telespettatori del contenuti potenzialmente pericolosi, fu un grande successo di audience. Nella quinta stagione l’omosessualità era al centro della trama, includendo relazioni, baci, e omogenitorialità. Questo provocò numerose proteste da parte dei mass media. La ABC cancellò la produzione dopo un calo di ascolti, ma ciò non ha impedito alla De Generes di diventare una delle star più pagati della tv.

 

xena bacio lesbica olimpia

‘Xena, principessa guerriera’ (1995-2001)

Xena appare per la prima volta nel telefilm Hercules e, con la sua compagna Olimpia, si può considerare una delle prime coppie lesbiche della storia della televisione americana. Anche se la loro storia d’amore è inserita soprattutto in un contesto subtext (per cui quasi nulla è esplicito ma va letto tra le righe), la relazione che le due donne vivono è abbastanza evidente. Xena è interpretata da Lucy Lawless, mentre Olimpia (Gabrielle nella versione originale) da Renee O’ Connor. Nell’ultimo episodio ( Friends in need) la storia d’amore diventa palese. La serie è un susseguirsi di riferimenti più o meno impliciti, da vari baci e reincarnazioni in episodi ambientati nel futuro. La serie ha il pregio di aver parlato per prima, sempre mai apertamente, di omogenitorialità. Quando Xena resta incinta di una donna (Callisto), sua madre le chiede: “Chi è il padre?” e lei evita la domanda dicendo “La mia famiglia è Olimpia”. Nell’ultimo episodio Xena va oltre dichiarando finalmente a tutti i milioni di telespettatori, il suo amore per la sua compagna di avventure: “Olimpia, se avessi solo 30 secondi di vita vorrei viverli così, guardandoti negli occhi… ricorda sempre che ti amo”.

La serie è stata completamente stravolta dal doppiaggio e dalla censura italiana. I nomi completamente cambiati, i riferimenti omosessuali quasi del tutto eliminati ma la bellezza della serie resta immutata. Un cult assolutamente da vedere.

 

willow tara bacio lesbica buffy

Buffy, l’ammazzavampiri’ ( 1997-2003)

Il telefilm horror, ormai un cult, Buffy l’ammazzavampiri, ha presentato, a partire dalla quarta stagione, il coming out di uno dei tre protagonisti principali, la strega Willow. Nell’episodio ‘New Moon Rising’ (la cui trasmissione fu completamente omessa da italia1 al suo primo passaggio televisivo), la rossa Willow dichiarava a Buffy di essere lesbica e di essere innamorata della strega Tara. La storia d’amore è sicuramente una delle cose più riuscite dallo show, nonostante un non certo bel lieto fine.

bacio gay dawson's creek jack

‘Dawson’s Creek’ (WB, 1998-2003)

La serie creata da Kevin Williams viene ricordata per i suoi dialoghi impossibili e per aver lanciato la carriera di Michelle Williams e Katie Holmes, però non possiamo dimenticare che Dawson’s Creek fu una delle prime serie per adolescenti a inserire un personaggio apertamente omosessuale.

Jack McPhee (interpretato nella fiction da Kerr Smith) è arrivato a Capeside nella seconda stagione della serie e, naturalmente, era l’interesse amoroso di Joey Potter, ma nelle intenzioni di Williamson c’era ben altro (è uno dei tanti autori gay molto talentuoso ). Il percorso emotivo di Jack serviva per raccontare al pubblico diversi eventi che segnano la vita di un ragazzo che ha appena scoperto il proprio orientamento sessuale. Così, abbiamo assistito ai suoi primi dubbi, il suo coming out, le prese in giro dei compagni di scuola, il rifiuto di suo padre e il suo primo bacio. Uno dei primi baci gay della televisione americana, per essere esatti. L’anno era il 2000.

will e grace gay

‘Will & Grace’ (NBC, 1998-2006)

Fino al 1998 nessuna serie aveva osato essere incentrata su un protagonista apertamente omosessuale, in Will & Grace ce ne erano due: da una parte Will, avvocato di successo e sentimentalmente inbranato, e dall’altro Jack, gay ed effeminato, in fissa per Cher ed attore/ballerino/cantante/showman senza successo. Nonostante ottenne molte critiche per via del fatto che rappresentava stereotipi della comunità gay fu un enorme successo, sia di ascolti che di premi televisivi vinti.

Uno dei maggiori limiti della sitcom fu quello di aver completamente abbandonato la vita sentimentale del protagonista Will, rendendolo eterno amico dell’arredatrice Grace. Forse la produzione e il network riteneva i tempi troppo poco maturi perchè ciò accadesse. I produttore tentarono di “rimediare” nella terza stagione, nell’episodio “il bacio” in cui Will e Jack si baciano per protestare contro la decisione della NBC di non trasmettere un bacio gay in una sua famosa soap opera. Il bacio fu censurato in Italia nella sua prima trasmissione italiana. Karen e Grace si baciarono numerose volte nel corso della serie, ma sempre con intenti comici. La serie è stata ora esposta al museo Smithsonian, entrando così a far parte della storia degli Stati Uniti

sesso gay

‘Queer As Folk’ (Channel 4, 1999-2000) y ‘Queer as Folk US’ (Showtime, 2000-2005)

La britannica Channel 4 ha sfidato l’ordine costituito, quando nel febbraio 1999 è uscito ‘Queer as Folk’, un dramma creato niente di meno che da Russell T. Davies, anni dopo al timone del reboot di ‘Doctor Who’ su BBC. La serie segue la vita quotidiana di tre uomini omosessuali di Manchester. Fin dall’inizio gli scrittori hanno insistito sul fatto che la storia era interpretato da archetipi di uomini gay, piuttosto che da storie reali. Eppure,”Queer as folk” è la prima serie che ha ritratto, anche se superficialmente, la vita gay metropolitana. Solo 10 episodi ma ha saputo attirare l’attenzione della statunitense Showtime.

Nel 2000 arriva infatti il remake della Showtime, che provoca numerose polemiche negli Stati Uniti. Nella serie un adolescente, Justin, perde la verginità con l’adulto Brian. Checchesenedica la serie ha il pregio di rompere assolutamente gli schemi prefissati fino ad allora.

Anche se a volte molto controversa, la serie ha avuto il pregio di affrontare per prima tematiche con l’AIDS, l’omogenitorialità e il sesso gay. E ha avuto un incredibile successo internazionale.

 

six feet under bacio gay

‘Six feet Under’ (HB0, 2001-2006) 

Alan Ball arrivò alla televisione dopo l’Oscar e il grande successo di American Beauty, e affrontò un tema delicato come la morte nella società americana, senza veli d’ipocrisia. Six feet Under ruppe a modo suo gli schemi a cui la televisione ci aveva abituato, presentando personaggi sgradevoli, egoisti ed eccessivi con i quali però i telespettatori erano connessi.

Keith e David sono stati una coppia gay che faceva da perno nella storyline del telefilm, uno cristiano e l’atro nero. Una coppia interazziale, come se non bastasse. L’amore, la fiducia, l’intimità e la genitorialità sono stati alcuni dei temi che hanno affrontato. Insieme.

tv_the_l_word lesbica

‘The L Word’ (Showtime, 2004-2009)

Nel 2004 Showtime decise di ripercorrere il successo di Queer as folk, dando vita ad una serie in cui erano le donne lesbiche e bisessuali a farla da padrone. Non raggiunse mai la popolarità di Queer as folk ma fu un’apripista per la condizione delle donne omosessuali, pur non approfondendo mai approfonditamente temi socio-culturali, per stesso volere del produttore.

 

glee bacio gay kurt

‘Glee’ (Fox, 2009-)

Ryan Murphy ha fatto della battaglia per i diritti dei gay il caposaldo della sua produzione, da glee a The New Normal fino al più recente The Normal Earth. Glee è diventato un fenomeno di costume in America, pur vedendo calare la propria popolarità negli ultimi anni,  ed è stato il primo serial musical.

Sin dalla prima stagione il personaggio di Kurt, gay appassionato di musica e di moda, è stato seguito da numerosi coming out, da quelli di Blaine, a quello di Santana (interpretata da Naya Rivera). Ha affrontato temi come il bullismo, la transessualità e le relazioni omosessuali.

the-new-normal-gay

The New Normal (NBC, 2012-2013)

Ryan Murphy è anche il produttore di “The New Normal”, sitcom su una coppia gay che tenta di avere un bambino da una madre surrogata. Brian e David, solo il prototipo di Kurt e Blaine “dieci anni dopo” e la serie, chiusa alla prima stagione, ha uno scopo quasi didattico

looking hbo bacio gay

 ‘Looking! (2014- -)

Looking è una serie televisiva statunitense ideata da Michael Lannan, in onda sul canale HBO dal 19 gennaio 2014. Nella season premiere di questo drama su tre ragazzi gay di San Francisco, Patrick è occupato a scoprire notizie sul suo ex, in procinto di sposarsi con un altro ragazzo; Agustin si prepara ad andare a convivere con il proprio fidanzato; Dum si ricongiunge con un’ex-fiamma.

LEGGI ANCHE Storia dell’omosessualità nella TV americana, dal 1950 fino alla rivolta di Stonewall

CONCLUSIONE Anche se la strada è ancora lunga, sono stati tanti finora gli esempi di telefilm che hanno affrontato il tema dell’omosessualità. Se riscontrate inesattezze dell’articolo postate pure un commento, anche solo per dire se l’articolo vi è piaciuto o meno.

Altre cose che ti potrebbero interessare...