croce vladimir luxuria

Vladimir Luxuria, forse, credeva di trovarsi a una delle stazioni della Via Crucis, quando ha visto una transessuale che indossava una croce di cartone, avvolta da una bandiera Rainbow.

“Ma Basta”

Ha urlato la prezzemolina del movimento LGBT che ha preso, autonomamente, a cuore così tanto le sorti del movimento da credere di essere l’unica rappresentanza in Italia.

“Vengono qui con un costume che offende il sentimento religioso delle persone. Dato che io sono una che pensa che per ottenere il rispetto, dobbiamo innanzitutto nutrirlo, non voglio che poi tutto questo Pride meraviglioso, di rivendicazione di lotta, venga confinato al fatto che siamo venuti qui per offendere la religione, che non è sicuramente il nostro obiettivo.”

La Passione di Vladimir Luxuria si sarà consumata al Maurizio Costanzo Show o nel salotto di Silvia Toffanin e così, dal Muccassina, è volata dritta dritta nell’Universo delle tele predicatrici.

Luxuria, come Chuck e Nora, ha fatto l’errore tipico di chi, al Pride, creda di rappresentare tutti i partecipanti, mentre al Pride ognuno dovrebbe rappresentare se stesso e, solo per questo, rappresentare tutti. Considerando che addirittura Dio c’ha donato il libero arbitrio.

Se la donna Transessuale, per altro nemmeno eccessivamente volgare se proprio vogliamo giudicarla da un punto di vista inquisitore, è scesa in piazza e ha manifestato rappresentando se stessa in primis, i suoi desideri, i suoi ideali, la sua vita. E solo così facendo, avendo l libertà di manifestare per se stessa, ha davvero liberato tutti noi, donandoci la possibilità di fare la stessa cosa: e così c’era chi rappresentava se stesso, e quindi tutti, in giacca e cravatta, chi vestita da Eva, chi mezzo nudo sul carro del Muccassassina e, chi, la maggior parte, come se stesse andando a fare un giro in centro.

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Quello che non ha colto la Luxuria è che quella Trans con la croce è liberatoria più di Gesù Cristo, visto che con la Croce cristo non ha liberato gli omosessuali ma li ha incatenati in due millenni di persecuzioni e pregiudizi mentre, quella trans crocifissa, ci ha liberato: dalla religione, dal senso comune del pudore e dai pregiudizi di non pensare che l’autodeterminazione sia necessaria più della religione.

“[Offendere la religione] non è sicuramente il nostro obiettivo. L’obiettivo di oggi è festeggiare la legge che abbiamo ottenuto e dire che la lotta prosegue perché bisogna affrontare un altro tema che è quella della genitorialità. Quindi siamo venuti qui per festeggiare una volta, pronti a festeggiare una seconda volta”

Facendosi porta-bandiere di tutti i partecipanti, Luxuria passa ad un totalitario plurale maiestatis, davanti alle telecamere. Partendo dal presupposto che c’è un ampia fetta di movimento che non è contento di questa legge sulle unioni civili, quindi Vladimir, che ha il potere di attirare le telecamere, non capisco perchè dovrebbe parlare a nome di tutti, come se fosse stata eletta dal popolo.

La vittoria del televoto all’isola dei famosi, bisogna ricordare,  non basta per rendere qualcuno portavoce universale dei diritti LGBT quindi spero che, qualcuno, ricordi a Vlady che ognuno al Pride manifesta come vuole altrimenti, poi una volta per tutte, una pagliacciata il Pride lo diventa quasi di sicuro.

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