Tenendo conto che molti di noi, almeno una volta nella vita, siano stati costretti da madri/zie/nonne appassionate a vedere una o piú puntate di telenovelas, ritengo che l’argomento ci unisca tutti. In Italia, la telenovela piú gettonata era quasi sempre di provenienza venezuelana. A me stupiva, con la mia ignoranza categorizzatrice di bambina, che le protagoniste fossero cosí bionde, diafane, con gli occhi azzurri o con caratteristiche che non corrispondessero al mio stereotipo visuale. Fra tutte, Grecia Colmenares era entrata nel mio cuore per le sue lacrime e i suoi capelli infiniti.

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Una Grecia pensierosa allo specchio.

 

Se ci spostiamo un po’ a nord, arriviamo al Messico, Paese che di telenovelas vive e prospera, e che ha dato i natali ad una delle regine indiscusse del genere: Verónica Castro, perennemente buona, con occhi verdissimi e operazioni chirurgiche d’avanguardia. Ma, a parte un paio di successi clamorosi (Rosa Selvaggia, Anche i ricchi piangono, Amore proibito), Rete A non ci ha fatto dono di altre perle provenienti dal Paese del chile.

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Veronica Castro, un pó Joan Collins, un pò Farrah Fawcett.

 

 

C’é da dire che ancora oggi mi sorprendo quando vedo la televisione messicana. Le pubblicitá, i vari programmi e soprattutto le telenovelas, oggi, come allora, utilizzano personaggi di pelle chiara, occhi preferibilmente chiari e capelli spesso biondi per interpretare ruoli di personaggi ricchi. Il classismo é dominante, elementare. Sei biondo, quindi ricco, probabilmente intelligente, forse anche buono (oppure sei atrocemente cattivo, perché stratega, calcolatore, non ingenuo come il povero). Il ricco non é MAI moreno. Questo protocollo é imposto dalla grandissima Televisa, gruppo televisivo potentissimo e produttore di tali meraviglie trash. Le trame sono sempre le stesse, con varianti piú o meno fantasiose: l’uomo ricco si innamora della povera, la famiglia di lui la odia, nasce una figlia che non viene riconosciuta dal padre e finisce per strada, o all’orfanotrofio, o adottata da qualche essere crudele. La madre muore (o scompare per riapparire quando trionferá contro i cattivi, o si conoscono da anni, ma non sanno di essere madre e figlia). Il padre, comunque, vive logorato dal rimorso dell’abbandono. La vita della bambina é miserabile, ma felice, é sempre dolce ed ottimista, perché é povera (il messaggio guadalupano, della Vergine del Messico, é costante in Televisa: se sei povero, sei buono, se sei ricco, sei egoista ed infelice). Poi il padre rincontra la figlia e poco dopo sicuramente crepa. In ogni telenovela é inoltre presente un disabile. Le varianti di questo tipico bozzetto dipendono dal business che Televisa ha per la mani. Se deve promuovere il turismo ad Acapulco, l’ambientazione avrá luogo su quelle bellissime spiagge del Pacifico (Acapulco Cuerpo y Alma). Se bisogna dare impulso alle vendite dei biglietti della Lotteria, il protagonista povero e cafone diventa multimilionario grazie ad un biglietto fortunato (Huicho Dominguez, in El premio mayor)

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Huicho Dominguez in tutta la sua raffinatezza.

 

 

L’unica telenovela che ho seguito volontariamente, obbligando il mio messicano marito ad accompagnarmi in questa visione durante la mia gravidanza, é stata  El triunfo del Amor, successone impressionante, grazie al cast di bellissimi, che io ho amato profondamente per le risate grasse che mi aiutavano durante i miei sbalzi d’umore ormonali.

 

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Triunfo del amor, novela ambientata nel mondo della moda.

 

 

Tali risate erano dovute alla pessima qualitá dell’editing (cosa che non mi spiego, dato il budget infinito che queste produzioni hanno a disposizione – Televisa é la catena piú potente di tutta l’America Latina), la recitazione esilarante e soprattutto il mio personaggio preferito, Bernarda, che era cattivissima e quindi la vestivano come la matrigna di Biancaneve.

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Daniela Romo, la perfida Bernarda.

 

 

Fuori dal coro per tematica e produzione, la telenovela Mirada de Mujer ci descrive la storia di una cinquantenne repressa che decide di tradire il marito, infedele da sempre, e prova per la prima volta nella sua vita un orgasmo, il che é per lei una vera e propria rivoluzione. Inutile dire che é stato un grande scandalo tra le casalinghe messicane.

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Il cast di Mirada de Mujer

 

Indipendentemente da tutti questi gioiellini, il mondo delle telenovelas é illuminato dalla piú preziosa delle scene a cui io abbia avuto la fortuna di assistere. Tutti dovremmo vedere queste immagini prima o poi nella vita, e magari rivederle volontariamente nei momenti piú bui della nostra esistenza. Il delirio di Itati Cantoral, l’attrice in preda al demonio in Maria la del Barrio, é un esempio di assurditá senza precedenti.

 

L’esagerazione é un must assoluto. E soprattutto, queste scene sono oggettivamente quanto di piú lontano si possa immaginare dalla realtá quotidiana della signora messicana tipo. Senza toccare l’analisi sociologica, ció che queste storie ritraggono é una vera e propria fuga. Televisa si occupa eccellentemente del marketing del trash, che va molto oltre il semplice regalare fantasie inarrivabili. Inutile dire che la first lady del Messico, moglie del Presidente e esponente del PRI Enrique Pena Nieto,  era una attrice di Televisa, che da sempre ha affari in comune con il governo (“Mi gente son soldados del PRI”. Emilio Azcárraga, figlio del fondatore di Televisa).

 

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