Synopsis

Gli Occhiali d’oro, tratto da un romanzo breve di Giorgio Bassani, autore famoso grazie al suo romanzo “I giardini dei Finzi Contini”, e interpretato magistralmente da Phippe Noiret, che è lo stesso del programma di Raitre Passepartout, è un film che seppure non propriamente un capolavoro è assolutamente da rivalutare. All’epoca della sua uscita nel 1987 fu un flop al botteghino e fu trattato molto freddamente dalla critica (a parte le musiche di Morricone) eppure, nonostante le oggettive limitazioni, rappresenta comunque un film dai chiari intenti nobili come la negazione del fascismo e la critica accesa al perbenismo e ai castranti costumi dell’epoca.
Noiret interpreta un professore di mezza età, il Dottor Fadigati, che si innamora (prima dell’avvento della leggi razziali fasciste) di un giovane biondo, Eraldo (Nicola Farron). L’io narrante di Rupert Everett racconta con toni forse non proprio decisi la tempesta emotiva del suo professore, Fadigati appunto, che sfida ogni regola sociale e politica pur di soddisfare il proprio amore per il giovane studente (famosa la scena dei due amanti in barca, sotto gli occhi di tutti e di una algida e conformista Stefania Sandrelli). Un pathos crescente, non sempre riuscitissimo, ci conduce purtroppo ad un tragico epilogo.

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