Synopsis

WINGS, diretto da William Wellman nel 1927. Si tratta di un film muto fu il primo miglior film premiato ai neo-istituiti Academy Awards nel 1927. È un film di guerra che ha come temi l‟amicizia, l‟amore e è ben evidente al suo epilogo una certa impronta pacifista. Jack Powell (Charles Rogers) e David Armstrong (Richard Arlen) abitano nella stessa piccola cittadina americana; sono rivali in amore in quanto ognuno fa di tutto per avere le attenzioni della bella Sylvia Lewis (Jobyna Ralston). Jack crede erroneamente che sia lui il “preferito” di Sylvia, in realtà è David. I due giovani, entrambi arruolatisi per diventare piloti da combattimento, sono alloggiati insieme. Durante il periodo di addestramento da nemici diventano migliori amici e alla fine sono spediti in Francia per combattere contro i tedeschi nella guerra del ‟15-„18. Le sequenze di combattimento aereo erano all’avanguardia: Wellman adottò un metodo mai sperimentato prima: telecamere montate sulla carlinga degli aerei ed evoluzioni pericolosissime. Il culmine della storia avviene con l’epica battaglia di Saint-Mihiel. David è colpito e creduto morto dai commilitoni. In realtà sopravvive grazie ad un atterraggio di fortuna, ruba un biplano tedesco, e si dirige verso le linee alleate. Con un colpo di tragica sfortuna, è individuato e abbattuto da Jack, che era deciso a tutti costi a vendicare il suo amico. Quando Jack atterra vittorioso ed esultante si accorgerà di quello che è successo. Da questo punto ha inizio la sequenza che ci sembrava interessante proporre. Innanzitutto la scena drammatica presenta fin da subito un rimando all‟iconografia religiosa. Prima che l‟aereo di David cada su un‟abitazione vediamo una donna e la sua bambina inginocchiate dinanzi ad una nicchia in cui vi è un crocifisso. Vedendo avvicinarsi l‟aereo la donna, spaventata, urla. Nell‟inquadratura in primo piano del volto della donna il regista lascia uno spazio per il grande crocifisso di legno. Lei è vestita di nero, un velo nero di pizzo le copre la testa, il tutto è presagio di lutto. Come nella più classica rappresentazione iconografica e cinematografica della crocifissione (penso ad esempio alla crocifissione di Gesù in “Il vangelo secondo Matteo” di Pasolini) quella presenza femminile fin da subito ci ricorda la Madonna o Maria Maddalena che sotto la croce piange Cristo crocefisso. Mentre il corpo di David viene estratto dall‟aereo distrutto, Jack atterra col suo aereo in prossimità dell‟apparecchio nemico abbattuto nei pressi di un cimitero. Un‟inquadratura con un campo lungo mostra l‟aereo appena atterrato e dietro un paesaggio fatto di colline disseminate di croci bianche tutte in fila, un cimitero di caduti in guerra probabilmente. La croce torna come elemento ricorrente poco dopo quando Jack, ancora all‟oscuro di ciò che è successo e felice di aver abbattuto il nemico, stacca dalle ali del velivolo la croce simbolo dell‟esercito tedesco. A quel punto la donna vestita di nero, con la sua bambina in braccio, richiama l‟attenzione dell‟ufficiale e lo invita ad andare tra le macerie. Con un piano medio vengono inquadrate madre, figlia e il crocefisso che si erge integro dalle pietre. A quel punto al primo piano di Jack sconcertato ma felice di vedere l‟amico, si alterna al piano medio di David che giace disteso e sofferente su una panca come Cristo deposto dalla Croce. Jack si avvicina e lo abbraccia, con una mano gli mantiene il capo con l‟altra gli cinge il busto. Poi si rialza e toglie la cuffia da pilota che ha in testa. È una sorta di smascheramento, da questo momento Jack non è più il pilota invincibile ma un uomo preoccupato per l‟amico che è in pericolo di vita e, per uno strano scherzo del destino, la colpa è proprio sua. “C‟est la guerre”, questo si sente rispondere quando chiede ad ufficiale francese di trovare un dottore che curi David. A questo punto la macchina da presa indugia sul volto stravolto di Jack con un primo piano che si alterna al primo piano dell‟amico sofferente ma che non gli risparmia un sorriso: “don‟t go Jack” gli dice, e lui gli si butta al collo. Il pathos è crescente. I volti adesso sono vicini e i due restano abbracciati. Se non fossero due uomini penseremmo che quello è un tragico addio che va suggellato con un bacio, e infatti il bacio c‟è. Preso dal senso di colpa e dal dolore per l‟amico che sta morendo tra le sue braccia Jack bacia David quasi sulle labbra. I due continuano ad accarezzarsi i capelli e Jack chiede perdono riferendosi alla rivalità per Sylvia; continua dicendo “You know there is nothing in the world that means so much to me as your friendship” e David gli risponde “I knew it, all the time”. La morte di David è simboleggiata da una scena in esterno in cui si vede l‟elica di un aeroplano che pian piano si ferma, sullo sfondo il cimitero di croci bianche. Insomma, se non fosse che il tema è quello dell‟amicizia qui sembrano esserci tutti i presupposti narrativi e visivi affinché questo possa essere considerato un bacio tra due persone dello stesso sesso coinvolte sentimentalmente, insomma sono amici ma le immagini sembrano far intuire qualcosa di più senza eccessive forzature. L‟intreccio della storia in fondo è tutto concentrato intorno a questi due personaggi maschili, e le donne diventano quasi un pretesto per smuovere il racconto. Il tema centrale è l‟inutilità e la tragicità della guerra fatta dagli uomini e a cui si oppone l‟amore tra gli uomini inteso come fratellanza; essi possono essere capaci di grandi sentimenti e non solo di odio e rivalità tra loro. D‟effetto l‟inquadratura sul particolare della croce tedesca che Jack aveva ritagliato dall‟aereo nemico che viene calpestata da lui stesso mentre prende in braccio il corpo dell‟amico per portarlo all‟esterno e dargli sepoltura. Di fatto il mondo omosessuale tra ranghi militari è stato volutamente ignorato dal cinema , anche se molti militari vi facevano parte; il rigido moralismo anglosassone a Hollywood e l’imperante cattolicesimo europeo non permisero che il tema venisse sviluppato almeno sino alle rivoluzioni generazionali degli anni sessanta. D’altra parte in tutte le comunità militari chiuse, come in tutti i luoghi dove c’è una alta densità di uomini e nessuna presenza femminile, c’è stata sempre omosessualità: c’era nelle accademie militari prussiane di Federico II come tra le comunità guerriere degli indiani nord americani. Ad oggi, nell‟esercito statunitense ad esempio, vige la politica del politica del “Don‟t Ask, don‟t Tell” segno che l‟omosessualità tra i ranghi non è stata ancora legittimata o quantomeno accettata.