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Avete presente tutta la bella gente che critica il cinema nostrano a favore di quello francese? Ecco pane per i loro denti dunque, una produzione che porta sullo schermo un film già fatto in Francia. Ci risiamo, dopo il caso Benvenuti al sud continuiamo ad ostinarci. Ma bene, dico io!Menomale! Questa pellicola non è il remake della commedia d’oltralpe Cena tra amici, ma a quest’ultimo si avvicina inevitabilmente solo perchè entrambi si ispirano alla piece teatrale di Alexandre de La Patellière, Le prénom del 2010.

Avendo avuto modo di vedere entrambi i film mi sento autorizzata a schierarmi senza pudore dalla parte di Francesca Archibugi, la regista del nostro, Il nome del figlio. Molto semplicemente il perchè è che la nostra produzione risulta più dinamica e ricca, di eventi e piccoli giochi di sceneggiatura che permettono ai personaggi di entrare in relazione tra loro in maniera più accattivante, cosa che rendere i 94 minuti molto coinvolgenti e più interessanti di quelli dei cugini francesi. Aiutati, secondo me anche da una maggiore apertura del set nel nostro film il cast risulta più brillante e figo diciamolo. Ritroviamo Alessandro Gassman, Micaela Ramazzotti, Valeria Golino, Luigi Lo Cascio, Rocco Papaleo adatti in toto ai loro ruoli. Partiamo però da un presupposto, personaggio e attore non possono sempre confondersi. Troppo facile portarsi gli stessi tratti da un film all’altro, tanto più se ti è permesso portare gran parte di te dentro ognuno di esso.

Ricordiamoci che nei più importanti premi sulla faccia della terra, gli Oscar su tutti, trionfa sempre chi ha saputo essere “altro da se” trasformandosi notevolmente. Nel caso di Il nome del figlio tutto il cast , (eccezion fatta forse per la Golino) non interpreta nulla di nuovo, tutti l’incarnazione di questo o quello stereotipo, tutti dentro panni già da loro stessi indossati svariate volte. Resta il fatto che le scelte registiche, più interessanti anche dal punto di vista dei movimenti macchina e del montaggio, tengono in piedi egregiamente una sceneggiatura incalzante. A conti fatti la commedia finta neorealistica con venature soap a noi italiani ci piace e continuerà a piacerci ASSAI.

 

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