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Non che io voglia in modo sottile sottoindendere che Renato Zero, con le sue paillettes, i suoi fare da dama da compagnia di Maria Antonietta, il suo cerone, la mano appesa da vecchio b-movie all’italiana stile i film di Alvaro Vitali, dal suo fare che ricorda più “Il vizietto” che Sylvester Stallone, sia omosessuale. SIcuramente, visto le sue dichiarazioni, ama le donne (molto probabilmente sua madre su tutte, come i mammoni del sud) a tal punto da sembrare una di loro. Un vero eterosessuale della vecchia guardia, di quelli attaccati ai valori tradizionali e stabili sulle loro posizioni oltransiste.renato zero gay represso 2

Che  Renato Zero non abbia una buona idea dei gay si era capito quando, anni fa, disse che “i gay sono come i bambini down”, riuscendo in un sol colpo ad offendere ben due minoranze. Ora dal palco della finale del festival di Sanremo è riuscito a sparare ancora più in alto.

“Io mi aspetto che questo disco ci consenta a tutti, anche a me che l’ho scritto, che l’ho prodotto, che ci consenta di fermare un po’ le macchine guardare anche un po’ a questa nostra piccola vita privata, questa famiglia che ottenga finalmente quel significato e quel valore che i nostri genitori, perlomeno i miei, mi avevano così felicemente inculcato. La famiglia è importante, se ne parla adesso, come se fosse una novità, da quella famosa capanna, dove faceva molto freddo e il Signore era lontano quella notte, abbiamo imparato molto, che la convivenza deve essere esercitata tra le quattro pareti di casa e poi avere casomai l’ambizione che questo nostro pensiero si affermi anche altrove”.

Le dichiarazioni di Renato Zero fanno davvero ridere, se non fosse che sono riusciti a distruggere cinque serate di bandiere rainbow degli artisti, che erano riusciti a veicolare un messaggio a favore delle unioni civili in maniera sottile e senza dichiarazione da pulpito.

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Ma mi chiedo come mai la tv italiana sia un processione liturgica di omosessuali represse, catto-checche, fascio-checche e velate da Malgioglio che crede che i gay non debbano baciarsi in pubblico (nonostante sia lui la più grande offesa alla decenza e al buon gusto) a Signorini che è contrario alle unioni civili. Chi come Franco Zeffirelli che si è sempre detto schifato dal movimento gay, o Stefano Gabbana che si è detto contrario alle adozioni gay.

Per non parlare di una sfilata incontrollata di personaggi, la maggior parte per lo meno che hanno il buon gusto di non angustiarci con dichiarazioni omofobe, che nel 2016 ancora si fingono eterosessuali, con finti reportage patinati da Formentera, e matrimoni e fidanzamenti che ricordano la Hollywood anni 50. Personaggi, stile Lucio Dalla, che, tristemente, una volta passati a miglior vita non sono riusciti a portarsi nella tomba il loro segreto di Pulcinella.

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