Negli anime è molto ricorrente la tematica dell’omosessualità e del lesbismo, soprattutto in quelli tratti dagli shojo manga (ossia manga rivolti principalmente ad un pubblico femminile, ma ovviamente usufruiti da un pubblico molto più vasto che va al di là del genere sessuale di appartenenza). Il successo di tematiche LGBT nei manga per ragazze ha portato alla nascita di un vero e proprio genere che ha, in Giappone soprattutto e non solo, uno straordinario successo di pubblico, ossia lo Yaoi. Per Yaoi si intendono tutti quei manga e anime in cui i personaggio sono per lo più ragazzi innamorati di altri ragazzi, in cui la trama è per lo più sessualmente  molto esplicita (ma esiste una subcultura in tal caso davvero vastissima, quindi esistono manga di ogni genere e sorta). Gli Yaoi (pur restando il fatto che ognuno legge o guarda quello che più gli piace) sono rivolti per lo più ad un pubblico femminile. L’esigenza di soddisfare un pubblico di mercato più vasto ha visto nascere un genere a se stante come il Bara, ossia manga (per lo più a forte tematica sessuale) rivolti ad un pubblico per lo più maschile. Autori come Takeshi Matsu sono tral’altro pubblicati in Italia ( ad esempio dalla Renbooks).

Inutile dire che la maggior parte degli anime (termine con cui nel resto del mondo vengono chiamati solo i cartoni animati giapponesi, mentre in Giappone vengono chiamati tutti i tipi di cartoni animati, anche occidentali) sono tratti per lo più dai manga. Se gli shojo manga hanno visto anime cult come Lady Oscar e Sailor Moon e gli Yaoi  anime (per lo più per il circuito degli home video) come “Il poema del vento e degli alberi” e “Il cuneo dell’amore”; i Bara non hanno trovato fortuna (per ora) nella trasposizione animata.

La piccola guida che segue cerca di elencare solo alcune serie (per lo più celebri in Italia) che hanno affrontato tematiche omosessuali. Ovviamente la guida non è affatto onnicomprensiva nè tantomeno  esaustiva. Il materiale è talmente vasto che risulta quasi impossibile creare un vero e proprio catalogo completo. Mi riservo quindi di elencare solo alcune delle principali serie note in Italia che hanno affrontato la tematica dell’omosessualità, transessualità e lesbismo. Se avete dubbi o suggerimenti vi ricordo che potete commentare l’articolo.

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  • LA PRINCIPESSA ZAFFIRO (1967 – 1968)

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La principessa Zaffiro, arrivato anche in Italia svariati decenni fa, è quello che si può considerare il primo shojo manga della storia. Realizzato da uno dei più grandi mangaka di sempre, Osamu Tezuka (suoi capolavori come Astroboy e Kimba il leone bianco) ha concretamente gettato le basi e visto nascere le caratteristiche di un genere. E’ forse grazie a la principessa zaffiro ( una ragazza che fa finta di essere un principe) che “l’ambiguità sessuale” dei personaggi degli shojo è sempre stato uno dei tasselli principali della narrazione. La serie ha ispirato anime molto famosi negli anni successivi come Lady Oscar e la rivoluzione di Utena. In Italia “La principessa Zaffiro” è stata distribuita in dvd dalla yamato video, ma risulta (purtroppo) al momento fuori catalogo.

  • LADY OSCAR (1979 – 1980)
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Il 30 gennaio 1774, Maria Antonietta partecipa, in segreto, ad un ballo in maschera a Parigi. Lady oscar cerca di dissuaderla.

Lady Oscar (titolo originale “La rosa di Versalles”) è tratto da un manga di Ryoko Ikeda ed è forse uno degli anime più famosi in Italia. Molto replicato dalle tv italiane [Italia 1 (prima visione, dal 1º marzo 1982), Italia 7 (repliche, dal 1990), Rete 4 (repliche, dal 1991), Canale 5 (repliche, dal 1994), Italia Teen Television (repliche, dal 1º ottobre 2003), Hiro (repliche, da maggio 2010), La 5 (repliche, dal 2 agosto 2010), Boing (repliche, dal 9 maggio 2013), Italia 2 (repliche, dal 2 giugno 2014)] il suo successo è certamente meritato. La storia è ormai nota: figlia di un generale delle guardie del Re di Francia, Oscar Francois de Jarges nasce alla corte di Luigi XVI che però lo educa alla vita militare e lo fa crescere come un uomo. Oscar si veste e pensa come un uomo ma (come le dice Andrè, strappandole la camicetta, “Una rosa non può essere un Lillà”). La serie pur non affrontando apertamente tematiche omosessuali è per lo più molto implicita e il tema del travestitismo femminile è sicuramente il tema portante.

  • CHE FAMIGLIA E’ QUESTA FAMILY (1986)

L’anime segue la vita di una famiglia americana dove Fea, è una delle protagonista. L’anime, censuratissimo nella prima versione italiana (è adesso  uno dei titoli di Yamato Video), ha visto completamente epurare da parte dell’adattamente italiano dell’episodio in cui il fratello omosessuale di Fea cerca di baciare il suo fidanzato. Ogni riferimento ad alcune relazioni bisessuali dei protagonisti è stato completamente epurato.

Il poema del vento e degli alberi (titolo originale: Keze to ki no uta) è uno di quei titoli irrinunciabili per chi ama gli Yaoi. E’ considerato ormai un classico del genere ed è solo grazie a questo titolo che il genere Boys Love si è imposto al grande pubblico. Tratto dal manga di Keiko Takemiya è stato pubblicato in 17 volumi a partire dal 1976, dalla casa editrice Shogakukan. L’anime arriva 10 anni più tardi, nel 1987, per opera della Herald Enterprise con la firma di Yoshikazu Yasuhiko ( character design di molte serie, tra le quali Jane e Micci, Mobile suit Gundam e Venus War). L’anime è nato come OAV (original animation video), ossia un prodotto creato esclusivamente per il mercato dell’home video. Come detto “il poema del vento e degli alberi è quindi il primo anime Yaoi. LEGGI LA RECENSIONE COMPLETA

  • RANMA 1/2 (1989)

Ranma 1/2 è forse uno dei più grandi successi della storia dell’animazione giapponese. Della straordinaria “principessa dei manga” Rumiko Takahashi ha fatto dell’ambiguità uno dei cardini della narrazione. Ranma, dopo essere finito in una pozza d’acqua maledetta in Cina, ogni volta che si bagna con dell’acqua fredda si trasforma in una ragazza e per tornare ragazzo ha bisogno di bagnarsi con l’acqua calda. Seppur non esplicitamente LGBT, l’anime si basa molto su siparietti che fanno dell’ambiguità sessuale uno dei principali topos narrativi.

  • SAILOR MOON (1992)
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La storia d’amore gay completamente censurata nella versione italiana Mediaset di Alessandra Valeri Manera.

E’ forse uno dei più grandi successi della storia dell’animazione giapponese, diventato un vero e proprio cult tra il pubblico LGBT, tanto che al suo debutto in Italia la pseudo-psichiatra Vera Slepoj ne auspicò la cancellazione asserendo “che faceva diventare gay”. La storia è nota: Bunny (Usagi Tsukino) diventa la guerriera che veste alla marinara, accorsa in aiuto del bene (con le altre guerriere che si uniranno in seguito) per sconfiggere la regina Periglia. Al suo debutto in sordina segue un successo stratosferico in quasi tutto il mondo, creando un merchandising di proporzioni allucinanti. Nel giro di qualche anno però il fenomeno si sgonfia e a noi non restano che qualche sbiadito ricordo. Oltre che una serie di personaggi LGBT completamente censurati in Italia: dal nemico gay ed efebico della prima serie che in Italia diventa donna, alla relazione lesbica tra due protagoniste assolute come Sailor Uranus e Sailor Neptune, allo sdoppiamento in coppia plurigemellare di quelli che erano semplicemente ragazzi che si trasformavano in ragazze per combattere, le Sailor Starlight. E resta tutto quello che questo straordinario anime ci ha trasmessi: il significato dell’amore e dell’amicizia, dono prezioso per tutti noi.

  • ROSSANA (1996)

charles-rossana-kodomo-no-omocha-anime-gayRossana (titolo originale: “kodomo no omocha”, ossia “il giocattoli dei bambini”) è uno dei titoli anime di maggior successo degli anni ’90. Un pieno di ascolti e grande successo di pubblico trasversale nonostante fosse, apparentemente, solo un anime per bambine. Completamente stravolto dall’adattamento mediaset (che cambiò tutti i nomi originali, tolse ogni riferimento al Giappone come alle tematiche più adulte della serie e la lista potrebbe continuare). Ovviamente non fecero eccezione le tematiche LGBT. Durante un viaggio negli States uno dei personaggio è un transgender muscoloso che nella versione italiana è stato (molto goffamente) trasformato in donna donandole una voce eccessivamente femminile. Molti non sanno che il personaggio di Charles, inizialmente innamorato della protagonista Rossana, in un seguito del manga “Deep Clear”, dopo numerosi tentativi di scarso successo con l’altro sesso, scopre di essere gay (pur non smettendo di amare la collega).

  • LA RIVOLUZIONE DI UTENA ( 1997 )
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Una immagine tratta dalla opening di “La rivoluzione di Utena”

E’ forse uno degli shojo anime più appassionanti della fine degli anni ’90. Tratto dal manga realizzato da Chiho Saito e Be-Papas, narra le vicende di Utena Tenjo ( che veste i panni di un principe per trovare essa stessa un principe, ma finisce per esserlo) che con una serie di duelli inizia ad essere la sposa di Anthy Himemiya dopo aver vinto un assurdo duello. Un anime dai risvolti piuttosto adulti che in Giappone ha sostituito nella programmazione Sailor Moon ma che in Italia è stata distribuita solo prima in VHS e poi in DVD dalla Yamato Video. Un Episodio intitolato “forse per amicizia”, rende abbastanza esplicita (seppur con intenti subtext) la relazione saffica che si instaura tra le due protagoniste (palesata poi nel film d’animazione Utena The movie). Tra i personaggi anche Yuri, una duellante innamorata ( e non ricambiata ) della propria migliore amica.

  • CARD CAPTOR SAKURA (1998)

Pur essendo un anime per bambine è in realtà un concetrato assoluto di omosessualità e lesbismo: Lei (amata dalla sua migliocard-captor-sakura-coppia-gayre amica) ama lui, ma lui ama lui che ama l’altro. Con un intrigo che nemmeno a Beautiful, le CLAMP si affermano ancora come il top degli anni ’90. E Mediaset  come il flop che censura ogni possibile riferimento all’omosessualità. Una delle coppie apertamente gay dell’anime è la coppia formata tra il fratello di Sakura e il suo migliore amico, di cui Sakura inizialmente è innamorata. La piccola Tomoyo, in una scena dichiara il suo “più che affetto” nei confronti della protagonista. E tanti sono gli altri personaggi LGBT della serie.

Questi sono solo alcuni degli esempi, la lista potrebbe continuare all’infinito.

 

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