Strage Orlando

La Strage ad Orlando [link] chiama la comunità LGBT ad essere vigile e, ora più di prima, come purtroppo è successo numerose volte nel corso della propria storia,  combattere a testa alta. La condanna all’omofobia passa necessariamente dalla condanna a qualsiasi forma di intolleranza, di razzismo, di sessismo, di ogni forma di fascismo e nazismo, xenofobia, di antisemitismo e di islamofobia.

Condannare i pregiudizi che la società Occidentale ha attualmente a proposito delle persone di fede Islamica è oggi più che mai, anche e soprattutto da parte della comunità LGBT, un dovere. Un dovere per la nostra storia.

L’escalation di razzismo e intolleranza che sta attraversando il nostro paese non può non essere condannata, non può essere usata come scusante da chi, per condannare l’omofobia, giustifica e perpetra i pregiudizi. Islam non vuol dire necessariamente terrorismo.

strageorlandocommemorazione

Condannare l’Islamofobia però non vuol dire giustificare l’omofobia che la religione Islamica, come gran parte delle religioni, purtroppo avanzano in nome di Dio. E’ nostro dovere essere laici, indipendentemente da se si è atei, cattolici, ebrei, induisti, buddisti, cristiani o musulmani.

Le parole del padre dell’attentatore,Seddique Mir Mateen, che ha dichiarato “Dio punirà gli omosessuali” [link] rischiano di creare un punto di rottura indelebile nel già precario equilibrio tra mondo islamico e comunità omosessuale.

Nella banalità del male [link], vero complice di tutta questa atroce storia, c’è da riflettere ed imparare. Ma l’odio non può generare altro odio. Questo è, forse, il più grande insegnamento che la storia ci ha donato.

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