TRAMA Protagonista della pellicola é Nobita, un bambino di 10 anni destinato ad un futuro di insuccessi a causa della sua natura pigra a indolente. Per evitare che diventi un vero e proprio perdente, arriva in suo soccorso Doraemon, una sorta di “fratello maggiore” con il compito di aiutarlo a difendersi dai bulli Gian e Suneo e a diventare un ragazzino assennato e un adulto responsabile. Per riuscire nell’intento, Doraemon utilizza una serie di incredibili e magici gadget, i “chiusky”, che in questa occasione condurranno il gatto azzurro e il piccolo Nobita nel futuro per provare a modificare una sorte che si preannuncia non proprio felice, soprattutto sul lato sentimentale… Riuscirà Nobita a conquistare finalmente Shizuka, la dolce amica che ama da sempre e a non farsi più influenzare da Gian e Suneo?

RECENSIONE Il successo che sta avendo il film di Doreamon nei cinema italiani ( dopo l’enorme successo avuto nella madre patria giapponese) è un po’ una mezza sorpresa. Eppure non ci sarebbe da stupirsi, il film è davvero un’ottimo prodotto (non solo per i bambini ma anche per i più grandi). Emozionante e coinvolgente. Io l’ho visto. All’inizio è molto allegro e i bambini in sala erano molto divertiti. Un siparietto molto divertente è stato quello in cui Gian si innamora di Suneo, per via di un Choosky del gatto robot, e fa del tutto per sedurlo (un “siparietto” gay friendly assolutamente impensabile per i film disney, ad esempio) . Poi la narrazione diventa più serrata e sul finale ci si emoziona davvero (molti bambini piangevano alla fine della proiezione).

Doraemon è un gatto robot venuto dal futuro, per aiutare il pasticcione Nobita che (a meno che il gatto non l’aiuti) è destinato a una vita di fallimenti. Doraemon è tenero e materno, ma anche un tantino isterico. Nobita ha pochi amici: Gian e Suneo, autori di continue magagne contro di lui e Shizuka, sempre dolce e comprensiva ma più che come un’amica Nobita è attratto da lei da sentimenti amorosi. Quindi in fin dei conti Nobita è molto solo, un po’ come tutti i bambini. Tranne fino all’arrivo di Doraemon. In effetti Doraemon rappresenta tutto questo: i sogni negati dell’infanzia, l’ansia per il futuro che ogni bambino ha nei confronti della vita, la solitudine e il senso dell’amicizia. Tutti avremmo avuto volere Doraemon nella nostra infanzia, forse le vite di molti di noi sarebbero state migliori una volta cresciuti. Qualcuno che ci aiutasse a vivere la nostra infanzia in modo eccezionale. Ma forse, nonostante i vissuti diversi, è stata eccezionale l’infanzia di ognuno di noi. E questo Doraemon ce lo insegna bene.

TRAILER Ecco il trailer ufficiale di “Doraemon – il film”

SCREENCAPS Ecco alcune immagini tratte da “Doraemon – il film”

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