TRAMA La storia dei Cleary inizia ai primi del ‘900 e si conclude ai giorni nostri, nel grandioso scenario naturale dell’Australia. Gli anni consumano le vite in una vicenda di sentimenti e passioni, di fede e amore, sulla quale si stende grave e inesorabile il senso della giustizia divina. I personaggi soprattutto memorabili figure femminili, tenere e orgogliose – vanno incontro al destino come gli uccelli di rovo della leggenda australiana, che cercano le spine con cui si danno la morte.

CURIOSITA’ L’attore che intepreta padre Ralph ha dichiarato in un suo libro (Shuttered Love) di essere gay, ormai svariati anni fa. Ecco cosa ha detto.

Sono riuscito a dire la verità solo quando ormai sullo schermo non potevo più essere un eroe romantico. Sono nato nel 1934. Negli anni ‘40 e ‘50, essere omosessuali in America era molto peggio che essere traditori o assassini. Ho avuto paura. Finalmente, nel momento in cui ho scritto su quelle pagina la parola omosessuale, mi sono sentito leggero.E’ bellissimo, per contratto, dover baciare tante donne. Sono un gran baciatore. La mia partner, Rachel Ward, era incantevole. Anche lei era innamorata di un altro attore di Uccelli di rovo, Bryan Brown, che poi sarebbe diventato suo marito. Quando ci dovevamo baciare, tutta questa atmosfera di amore che ci circondava rendeva l’esperienza bellissima. Io amo le donne, ma non fino al punto di volerle sposare.

ATTENZIONE la seguente recensione contiene spoiler per chi non ha visto la serie

RECENSIONE “Uccelli di rovo” ( titolo originale: “The thornebirds”) è forse una delle fiction di maggior successo della storia della tv. Il successo della serie fu ampio anche in Italia, tanto che riuscì a totalizzare nelle 6 puntate (in realtà la serie è composta da 4 puntate) trasmesse da Canale 5 punte di 13 milioni di telespettatori. Era il 1983 e dopo il successo della serie negli Stati Uniti sulla ABC, nello stesso anno la rete di Silvio Berlusconi decise di trasmettere la serie nello stesso anno. Come già detto fu un successo senza precedenti, che fece crescere ancora di più lo straordinario successo che ebbe la mediaset negli anni ’80. Berlusconi ci aveva visto giusto, in effetti Uccelli di Rovo è una serie davvero senza tempo che, pur appartenendo ad un genere forse non sempre brillante come quello delle Soap Opera riesce ad essere un capolavoro del genere. Gli ingredienti del successo c’erano tutti, soprattutto per la cultura italiana degli anni ’80 che si trovava a vivere la dualità tra il progresso economico e la profonda (e deleteria) vicinanza alla religione cattolica.  Amori impossibili, figure di donne forti e combattive, intrighi, tradimenti  e passione. Se Berlusconi non è mai stato un buon politico è sicuramente stato un uomo che ha saputo gestire il successo dei media (a volte non sempre con i metodi migliori).

Uccelli di rovo narra la storia della famiglia Cleary e soprattutto della storia d’amore tra padre Ralph de Brigassare e Maggie Cleary ma, attorno a tutto questo, ruotano le vicende di tutta una famiglia. La famiglia Cleary si trasferisce nel ranch Drogheda, chiamati dalla loro parente Mary, ricca proprietaria il cui valore dei propri possedimenti si aggira a circa 13 milioni di sterline. La donna, sorella del padre di Maggie, cerca qualcuno che l’aiuti nel suo ranch. Padre Ralph, in esilio a Drogheda,  diventa amico della donna per far si che l’aiuti a realizzare i suoi desideri di scalata ecclesiale ma la donna lo ricambia in maniera amorosa.  Padre Ralph si affeziona molto alla famiglia Cleary e soprattutto alla piccola Maggie (ancora bambina) tanto che la prende sotto la sua ala protettrice. Mary, gelosa del rapporto che lega i due, alla sua morte decide di lasciare in eredità tutte le sue eredità alla chiesa a patto che Ralph diventi cardinale. E lo fa, dopo l’ultimo rifiuto del sacerdote prima che lei muoia, per un solo scopo: allontanare per sempre i due. E in effetti ci riesce.

I personaggi non sono mai banali e, pur mantenendo dei topos tipici delle soap, sono ben delineati. La mamma di Maggie è una donna fredda e scostante che a detta del marito ( da cui è amata ma che non ricambia fino alla morte di lui) “Non l’ho mai vista piangere … e nemmeno ridere”. Forse resa rude dalla vita (che le strappa quattro figli) ha un rapporto conflittuale con praticamente tutti i suoi figli, compreso Maggie, ma riserva il suo affetto solo per Frank, il più grande. Il giovane dopo aver scoperto di non essere figlio di quel padre (con cui ha sempre avuto un pessimo rapporto) ma nato da una vecchia relazione di sua madre con un altro uomo, decide di andarsene e diventare pugile in giro per il mondo. Morirà in carcere, durante un ergastolo per aver ucciso un uomo durante una rissa.

Maggie dopo il primo rifiuto da parte di  Padre Ralph decide di farsi una vita propria, di voltare pagina e decide di sposare Luke, aitante tosatore di pecore e appassionato di piantagioni di canne da zucchero, che però è attratto più dalla sua dote che dalla donna. Personalmente ho sempre pensato che l’uomo abbia in realtà qualche tendenza omosessuale. Quando incontra quello che diventerà il suo migliore amico lo guarda con un certo interesse; praticamente l’unica volta che Maggie riesce a portarlo a letto è perchè lo fa ubriacare (e resta incinta); quando sua moglie stufa di essere messa in disparte decide di lasciarlo e se ne torna a Drogheda, va dal marito e gli dice, guardando il suo amico: “Io ti lascio, ora può passare tutto il tempo che vuoi con il tuo amico”.  Il subtext è abbastanza esplicito. Personalmente non so se il romanzo è più chiaro, o se sono solo mie illazioni.

Maggie è una donna invece passionale e ribelle, innamorata di padre Ralph fino alla fine. Un amore contrastato dall’egoismo del parroco, da cui la donna avrà anche un figlio. Nonostante Maggie si senta sempre in conflitto con sua madre ne ricalcherà le tracce. Due figli avuti da due uomini diversi (una dall’ex-marito e l’altro da padre Ralph) preferirà sempre il secondo figlio a discapito di sua figlia. Quando nasce il figlio di padre Ralph dirà a sua madre: “Questo bambino è mio, nemmeno Dio potrà togliermelo”. Sua madre, che di dolori del genere nella vita ne ha avuti fin troppi, la guarda algida ma un solo sguardo riassume tutto il dramma della vita di una donna. Lei sa ( e la storia lo dirà più in là) che il destino può essere crudele. E come Dio gli ha tolto il suo più grande amore gli toglierà anche suo figlio (muore annegato mentre cerca di salvare la vita di due ragazze).  Dopo aver scoperto che è il giovane appena morto è in realtà suo figlio, Ralph muore ma non prima di aver raccontato a Maggie una storia che le raccontò quando era bambina:

La leggenda narra di un uccello che canta una sola volta nella vita, più soavemente di ogni altra creatura al mondo. Da quando lascia il nido, cerca e cerca un grande rovo e non riposa finché non lo abbia trovato. Poi, cantando tra i rami crudi, si precipita sulla spina più lunga e affilata. E, mentre muore con la spina nel petto, vince il tormento superando nel canto l’allodola e l’usignuolo. Una melodia suprema il cui scotto è la vita. Ma il mondo intero tace per ascoltare, e Dio, in Paradiso, sorride.
Al meglio si perviene soltanto con grande dolore… o così dice la leggenda.

SCHEDA TECNICA

Titolo originale The Thorn Birds
Paese Stati Uniti d’America, Australia
Anno 1983
Formato miniserie TV
Genere sentimentale, drammatico
Puntate 4
Durata 463 min
Lingua originale inglese
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio 4:3
Colore colore
Audio mono
Crediti
Regia Daryl Duke
Soggetto Colleen McCullough (romanzo)
Sceneggiatura Carmen Culver, Lee Stanley
Interpreti e personaggi
Richard Chamberlain: Ralph de Bricassart
Rachel Ward: Meggie Cleary
Christopher Plummer: Arcivescovo Vittorio Contini-Verchese
Jean Simmons: Fiona Cleary
Richard Kiley: Paddy Cleary
John Friedrich: Frank Cleary
Brett Cullen: Bob Cleary
Stephan Burns: Jack Cleary
Dwier Brown: Stuart Cleary
Barbara Stanwyck: Mary Carson
Bryan Brown: Luke O’Neill
Mare Winningham: Justine O’Neill
Philip Anglim: Dane O’Neill
Antoinette Bower: Sarah MacQueen
John de Lancie: Alastair MacQueen
Ken Howard: Rainer Hartheim
Piper Laurie: Anne Mueller
Earl Holliman: Luddie Mueller
Allyn Ann McLerie: Mrs. Smith
Richard Venture: Harry Gough
Stephanie Faracy: Judy
Barry Corbin: Pete
Sydney Penny: Maggie Cleary bambina
Bill Morey: Angus MacQueen
Holly Palance: Miss Carmichael
Chard Hayward: Arne Swenson
Rance Howard: Dott. Wilson
Lucinda Dooling: Martha
Aspa Nakapoulou: Phaedre
Meg Wyllie: Annie
Nan Martin: Suor Agata
Doppiatori e personaggi
Oreste Rizzini: Ralph de Bricassart
Roberta Greganti: Meggie Cleary
Pietro Biondi: Arcivescovo Vittorio Contini-Verchese
Melina Martello: Fiona Cleary
Marcello Tusco: Paddy Cleary
Sergio Di Giulio: Frank Cleary
Benita Martini: Mary Carson
Renato Cortesi: Luke O’Neill
Cristiana Lionello: Justine O’Neill
Mario Cordova: Dane O’Neill
Angiolina Quinterno: Sarah MacQueen
Livia Giampalmo: Anne Mueller
Fotografia Bill Butler
Montaggio Robert F. Shugrue, David Saxon, Carroll Timothy O’Meara
Musiche Henry Mancini
Scenografia Robert MacKichan
Costumi Travilla
Effetti speciali Doug Hubbard
Produttore Stan Margulies
Produttore esecutivo Edward Lewis, David L. Wolper
Prima visione
Prima TV Stati Uniti d’America
Dal 27 marzo 1983
Al 30 marzo 1983
Rete televisiva ABC
Prima TV in italiano (gratuita)
Dal 6 novembre 1983
Al 21 novembre 1983
Rete televisiva Canale 5

SCREENCAPS Ecco alcune immagini tratte da Uccelli di Rovo.

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